domenica 25 giugno 2017

La settimana dell'orto: ricette di sopravvivenza


Persiane socchiuse, erba secca e ventagli. Osservo il giardino là fuori e vorrei poterlo portare in casa, nella frescura della corrente di due finestra spalancate per dargli sollievo. Ho persino fantasticato su una gigantesca veneziana di cannetti per ombreggiarlo tutto, lasciando fuori solo le chiome più alte degli alberi. Io vaneggio. Le piante per fortuna sono pragmatiche: fiori e frutti minuti, tantissimi semi e giù le foglie. Brutte son brutte, ma è l’unico modo che hanno per tentare la sopravvivenza. Un po’ si annaffia, ma l’acqua potabile giustamente non va sprecata. E allora che si fa? Sarchiare la terra è un’impresa: dura come il cemento. Lasciamo almeno le erbacce alte, tremende, ma in alcune aiuole fanno ombra e contribuiscono a catturare la poca umidità della notte. Mangiamo fiori di nasturzio, raccogliamo gli ultimi piselli sulle piante mezze secche e facciamo la danza della pioggia

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La settimana dell’orto: tutte le sere, dal lunedì al sabato, uno scatto racconta cosa succede nell’orto-giardino.

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venerdì 23 giugno 2017

Intervista a Gabriela Kricorian di Flor de pasto su Blossom zine


Qualche mese fa armeggiavo con i semi di Seeds of Love arrivati via posta da mezza Europa e fantasticavo su quanto sarebbe bello lavorare in un prato fiorito. E mentre mi domando se un vivaio di erbacce e di semi avrebbe senso dal punto di vista commerciale, incrocio il profilo Instagram di Gabriela Kricorian @flor.de.pasto e arriva la risposta: sì, si può, lei lo ha fatto ed è bellissimo!!!

Un giardino vivaio in capo al mondo dove fiori e piantacce crescono tra l’erba l’alta come nei prati di alta montagna, ma più colorato, più intenso, più esotico. Come una tela. Scrivo a Gabriela, le chiedo di poter curiosare nel perché e nel per come di questo vivaio-giardino assolutamente fuori dal comune, lei accetta e la intervisto.


La sua storia mi piace! Lei è un’artista, un’insegnante di plastica. A un certo punto della sua vita un infortunio le scombina i piani e la passione per il giardinaggio tramandata dalla nonna diventa il suo nuovo strumento creativo. «In giardino – racconta - potevo creare con le piante le composizioni di colori che non riuscivo più a dipingere. Il giardinaggio è stato una terapia eccellente per rafforzare i muscoli, mi ha permesso di fare pratica e la passione si è trasformata in una nuova attività».

Il giardino è una cura, capito?! È da mo che lo ripeto!!! Credi di curare le piante e intanto loro salvano te!

 

Gabriela produce e vende semi di piante autoctone ed esotiche convinta che la salvaguardia della biodiversità sia la chiave per un pianeta più sano, progetta giardini e organizza workshop con le mani nella terra. Non adesso però, il suo vivaio-giardino a Lago Puelo, nella Patagonia Argentina, è momentaneamente sotto la neve!!!


Seguila su Instagram! Le sue foto sono FANTASTICHE!
E leggi la mia intervista su Blossom zine Summer


{Foto di Gabriela Kricorian}

P.S.: un grazie speciale alla Vale, per la traduzione italiano-spagnolo :)

martedì 20 giugno 2017

Pasta al pesto di nasturzi, basilico e menta


Ho un debole per i fiori arancioni, per quelli che si mangiano e per i giardini senza regole dove piante esotiche spontanee e commestibili crescono nella stessa aiuola.

Qualche anno fa ho comprato una bustina di semi di nasturzio e per fortuna non me ne sono più liberata. Ho provato a coltivarli in vaso, ma il massimo della felicità è vederli arrampicare nell’orto insieme ai piselli. Con le radici in piena terra non temono troppo la siccità, contribuiscono alla difesa biologica degli ortaggi e crescono più in fretta e sono commestibili.

  I boccioli si possono usare al posto dei capperi, i fiori per decorare le insalate, le foglie per prepara un pesto con cui condire la pasta.


Ingredienti:
2 manciate di foglie di nasturzi, di basilico e di menta romana
6 noci
1 manciata di parmigiano
sale grosso
olio extravergine di oliva

Preparazione:
pestare, aggiungere olio extravergine a filo, stemperare con l’acqua di cottura degli spaghetti {con il pesto, la pasta lunga mi piace di più!}


Fresco e appena piccante, sa di estate e si mangia anche il fiore!

domenica 18 giugno 2017

La settimana dell’orto: rosa cactus


Il giardino è fatto di appuntamenti e il giardiniere attende paziente come un innamorato sotto casa. Troppo caldo per mettere mano alle piante, si annaffia, si tagliano i fiori appassiti, si raccolgono i semi e poco altro. A interrompere la monotonia del riposo, in attesa che canicole e cicale si diano una calmata, ci pensano poche coraggiose e i cactus, pronti a esplodere in fiori sproporzionatamente grandi, dai petali flou e trasparenti, effimeri e irresistibili

Chi sono?
{dall’alto in senso antiorario}
Gymnocalycium baldianum
Epiphyllum
Rebutia minuscola
Delosperma cooperi

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venerdì 16 giugno 2017

Epiphyllum, il posto delle piante


La sua esistenza scorre placida, un po’ monotona. In inverno guarda la nebbia dalla finestra a nord-ovest, nella bella stagione si trasferisce sopra una vecchia anfora davanti al portoncino d’ingresso a sud-est. Nessuno osa scombinare questo equilibrio: da anni l’Epiphyllum di famiglia affronta questi due brevi viaggi, dal davanzale del piano di sopra al porticato davanti a casa. Sole al mattino e ombra al pomeriggio in estate, viceversa in inverno e libertà di penzolare per i rami fioriti.


Ci sono altre piante freddolose e coltivate in vaso che seguono più o meno lo stesso tragitto dentro-fuori a ogni cambio di stagione, ma nessuno si preoccupa di essere altrettanto preciso nella loro collocazione come invece si fa con l’Epiphyllum.

Immagino molto dipenda dalla gestione dei rami ricurvi che in natura ciondolano a mezz’aria dagli alberi del Centro America, del Messico soprattutto. L’Epiphyllum è una cactacea epifita: vive sugli alberi ma non li parassitizza non traendone nutrimento. Usa piuttosto i rami dei grandi alberi come supporto, insinua le radici negli anfratti della corteccia per assicurarsi la luce e al tempo stesso ripararsi dai raggi diretti del sole.


L’Epiphyllum è un cactus, ma vive nelle foreste. Sopporta brevi periodi di siccità, ma è originaria di ambienti caldo-umidi. Eppure l’Epiphyllum è una delle piante più diffuse tra i giardinieri per diletto per la facilità di coltivazione e la generosa fioritura estiva.

Le regole per la cura delle succulente restano valide: un buon drenaggio, da assicurare con uno strato di cocci sul fondo del vaso, irrigazioni con l’aggiunta di concime durante la fioritura, ricovero in una serra fredda e luminosa e niente acqua da novembre a febbraio (non tollera temperature inferiori ai 10°C). Il vero inghippo è trovare il posto giusto: il pieno brucia i rami e compromette la fioritura così come la troppa ombra. Il vaso non può essere appoggiato in terra perché i rami devono essere lasciati liberi di ricadere. L’ideale sarebbe sistemarlo su un muretto, sotto una pergola o tra i rami di un albero.

Foto Ulimissime dall'orto

martedì 13 giugno 2017

Tre succulente tonde, facili e fiorite


Dal rosa pallido delle corolle di Echinopsis eyriesti all’arancione di Rebutia minuscula passando per il rosa acceso e il porpora di Gymnocalycium baldianum. Le succulente ci piacciono per le forme insolite e per la tenacia con cui affrontano la convivenza con umani sbadati e assenti. Queste, oltre a essere belle e toste, fioriscono dalla primavera all’estate. In comune hanno l’appartenenza alla famiglia delle Cactaceae e la provenienza: tutte e tre crescono allo stato spontaneo nelle regioni montuose del Sud America. Sono facili da reperire e da moltiplicare e sopportano con pazienza qualche errore di coltivazione.

Ecco chi sono

Echinopsis eyriesti
Famiglia: Cactaceae
Originaria del Brasile e dell’Uruguay, ha fiori bianchi o rosa pallido, sproporzionatamente grandi (lunghi 20-25 cm e larghi 10-12 cm), che spesso ricoprono gran parte del fusto. Iniziano ad aprirsi al tramonto e restano completamente aperti tutto il giorno seguente.

Gymnocalycium baldianum
Famiglia: Cactaceae
Originario delle zone montuose dell’Aregetina, si riconosce per la forma tondeggiante leggermente schiacciata sulla sommità del fusto e per la trasparenza dei petali rosa acceso o porpora che si aprono dalla tarda primavera senza protezione, da cui il nome del genere Gymnocalycium, dal greco "ghymnòs" (nudo) e "càlyx" (calice).

Rebutia minuscula
Famiglia: Cactaceae
È la specie più conosciuta e diffusa del genere Rebutia, originaria delle zono montuose dell’Argentina. I fiori arancioni compaiono dalla primavera all’estate alla base della pianta, si chiudono al tramonto e si riaprono il giorno successivo. Cresce in fretta e si moltiplica facilmente per seme o per talea.

{Coltivale così}
· dopo l’acquisto trapianta le succulente in un contenitore appena più grande riempito con uno spesso strato di cocci sul fondo e terriccio specifico per piante grasse
· sistema il vaso pieno sole
· dalla primavera all’autunno annaffia solo quando il terreno e completamente asciutto aggiungendo del concime liquido per cactacee durante la fioritura
· in inverno, se la temperatura scende sotto zero, ritira le succulente in un locale luminoso e sospendi le irrigazioni - leggi qui i consigli su come fare

Foto Ultimissime dall'orto

domenica 11 giugno 2017

La settimana dell’orto: infusi, tisane e tinte forti


Profumo di gigli, petali scarlatti e capolini nudi di camomilla non lasciano dubbi: l’estate è arrivata, poco importa cosa dice il calendario. Maggio è corso via e sono bastati pochi giorni di vacanza per tornare in un giardino diverso. Più nessuna traccia delle fioriture primaverili, ma un tripudio di Hemerocallis, dalie e gaillardie gialle, arancioni, scarlatte. E il profumo folle dei gigli e la camomilla da raccogliere per l’inverno e le erbacce: quante sono??? In un turbinio di piante da annaffiare e fiori secchi da cimare, ho avuto solo il tempo di strappare quelle utili: l’equiseto, per sperimentare un decotto da usare contro afidi e oidio delle rose {la ricetta qui}

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venerdì 9 giugno 2017

Decotto e macerato di Equisetum per la difesa biologica delle piante


Il pentolone è da strega, il colore dell’acqua lo scoprirò (prima deve raffreddare), ma vi assicuro che non puzza. Ha un odore strano, ma non particolarmente sgradevole. Insomma, niente a che vedere con il macerato di ortica: una manna per le mie pianticelle, ma un odore tremendo!

Post per vere maghe dell’orto: come preparare decotto e macerato di Equisetum per la difesa biologica delle piante
Iniziamo dagli ingredienti:
10 litri di acqua per 1 kg di equiseto

Dove cercare
 L’Equisetum arvense è una pianta erbacea spontanea conosciuta come erba cavallina o coda cavallina per via dei fusti che si impara presto a riconoscere: in estete sono verdissimi, solcati da anelli neri da cui dipartono foglie dritte e sottili simili a setole. Cresce spontanea nei terreni umidi, vicino a fossi e canali.
 
{Come preparare il decotto di equiseto}
-   aggiungi 10 litro di acqua per 1 kg di Equisetum {oppure 5 litri di acqua per 500 gr di Equisetum}
-   porta a bollore, spegni il fuoco e lascia raffreddare
-   filtra il liquido e diluiscilo uno a cinque con acqua

{Come preparare il macerato di equiseto}
-    aggiungi 10 litro di acqua per 1 kg di Equisetum {oppure 5 litri di acqua per 500 gr di Equisetum}
-   lascia macerare per 10-15 giorni {è pronto quando in superficie si forma la schiuma}
-   filtra il liquido e diluiscilo uno a cinque con acqua


{A cosa serve}
· usato per irrigare il terreno dell’orto contribuisce a prevenire e contrastare molte malattie crittogamiche
· versato sulle foglie con la rosetta dell’innaffiatoio aiuta a contrastare l’oidio (mal bianco)

{Come si usa}
· sul terreno, sulle foglie, sulle radici
· in giornate non troppo umide
· mattina o sera
· ripetere ogni 2-3 settimane

martedì 6 giugno 2017

Acanthus, come coltivare l’erbacea che ha ispirato i capitelli corinzi

 

Qualche anno fa ne ho trafugate alcune piante da una scarpata in Liguria, le ho trapiantate nel sottobosco dove sparisce in inverno e rispunta a primavera prepotente con foglie incise e verdissime e alta pannocchie fiorite.

A Roma l’acanto è ovunque: aiuole in ombra e scarpate selvagge, di marmo, di pietra e di verde clorofilla nei parchi archeologici. È la specie vegetale onnipresente nell’arte classica, dai capitelli corinzi all’Ara Pacis, scelto sicuramente per la bellezza del fogliame e magari per la disponibilità di piante da copiare “dal vivo”.

Ara Paci*, Roma


Originario del bacino del Mediterraneo l’acanto è una pianta erbacea invasiva, forte e generosa. Le foglie, verde scuro, lucide, profondamente incise e talvolta spinose, sopportano bene la siccità nonostante le dimensioni. I fiori sono bianchi, venati di porpora, riuniti in pannocchie e si innalzano a inizio estate su fusti che possono raggiungere il metro di altezza.

La tradizione vuole che sia stato lo sculture greco Callimaco e scegliere per primo le foglie di acanto come motivo decorativo. Mentre i medici dell’antichità lo sceglievano per le proprietà diuretiche ed emollienti.

Piante di Acanthus sul Colle Paltino, Roma

L’Acanto si coltiva facilmente, meglio se in piena terra. Vuole un terreno ricco e soffice, privo di ristagni e al riparo dalle correnti fredde. Si trapianta in primavera o in autunno lasciando 40-50 cm tra un cespo e l’altro. Si annaffia nei primi anni dall’impianto e nei mesi più siccitosi; ogni volta che il terreno si asciuga se coltivato in vaso che dovrà essere largo e profondo. A fine fioritura si tagliano i fusti fioriferi alla base. Se il clima invernale è particolarmente rigido è utile riparare le radici con uno strato di paglia e ricoverare le piante coltivate in vaso. Si moltiplica facilmente per divisione dei cespi a fine inverno, prima della ripresa vegetativa.


*Il fregio a girale dell'Ara Pacis, un bassorilievo a soggetto vegetale tra i più grandi mai realizzati nel mondo classico, rappresenta su ogni lato dell'altare lo sviluppo di un'unica pianta che trae origine da un ceppo di acanto centrale. L'unica pianta è tuttavia costituita da decine di differenti specie vegetali, in continua e reciproca metamorfosi, che oggi costituiscono solo una parte di quelle che animavano - con steli, fusti, calici, corolle, foglie, pistilli, bacche e cirri - il fregio integro. [...] Nella sua parte alta quest entità vegetale culmina in palmette, simbolo di vittoria, affiancate da cigni in volo, uccelli sacri ad Apollo, nume tutelare di Augusto. {Museo dell'Ara Pacis} 

venerdì 2 giugno 2017

Vacanze romane, come ricreare l’atmosfera della città eterna sul terrazzo di casa

 
Prima volta a Roma, tre giorni nel fascino della città eterna tra opere d’arte che il mondo ci invidia e la leggerezza del vivere fatta di zampilli d’acqua, terrazze panoramiche e profumo di gelsomino.

Avevo aspettative altissime, ma Roma è di più. C’è tutto quello che ci piace dell’Italia, con qualche difetto che ci fa sentire a casa. Storia, arte e cielo blu. Caldo, ma ventilato. Cucina generosa, stradine ombreggiate e fasti marmorei. Mondanità e persiane socchiuse.

 
Torno a casa e sono felice che a qualcuno sia venuto in mente di piantare un’infilata di pini marittimi in cima alla collina, anche se siamo in Piemonte. Sono alti e felici e sanno di vacanza tutto l’anno. Conifere a parte, con i colori e le giuste essenze si può ricreare l’atmosfera senza tempo delle terrazze romane con una “piccola” eccezione sul panorama…

Cosa scegliere

le piante:
· sulla facciata della casa, sul parapetto o su una pergola Jasminum officinale o falso gelsomino {Trachelospermum jasminoides}
· rose nei toni del pesca o dell’albicocca
· piccoli alberi come il melograno {Punica granatum} e l’olivo {Olea europaea}
· sempreverdi potati in forma: bosso {Buxus} e alloro {Laurus nobilis}
· essenze profumate e fiori minuti di mirto {Myrtus communis}, timo {Thymus} e salvie ornamentali


gli arredi:
 · vasi color terracotta {in coccio se hai un giardino pensile sul tetto; in resina, ulteriormente alleggeriti con uno spesso strato di argilla espansa sul fondo, se hai un balcone  o un terrazzo “a sbalzo”}
· tavoli, divani e poltrone in legno
· tessuti chiari e tappeti per esterni color terracotta
· vele e ombrelloni quadrati per il giorno
· lampade di design e bracieri per la sera

Foto Ultimissime dall'orto