lunedì 31 marzo 2014

MIO Rock Garden




Il giardino roccioso nasce in Inghilterra dove, in reazione alle simmetrie che governavano i giardini di fine Settecento, si insinua come massimo valore estetico la natura o, meglio, la sua imitazione. Ecco allora che nascono le prime “roccaglie” che, complice l’influenza del giardinaggio giapponese, diverranno veri e propri scorci di paesaggio miniati in pochi metri quadrati di terreno.



Le regole del moderno rock garden impongono l’utilizzo di pietre locali e, possibilmente, la sua creazione su un pendio naturale come avviene nei due più spettacolari giardini rocciosi della penisola: quello di cactacee dei Giardini Botanici Hanbury di Ventimiglia e quello de La Mortella di Ischia che ricopre un intero promontorio con tanto di cascata!


Per tutti quelli che non dispongono di ettari di giardino e di un clima tanto favorevole, la soluzione più facile e colorata è quella di concentrarsi sulle specie a fioritura precoce come bordure primaverili (PhloxIberisCerastium) e bulbose che, una volta concluso il ciclo vegetativo, possono essere rimosse dal terreno e conservate in sacchetti di carta fino all’autunno successivo per lasciare spazio a piante annuali a fioritura estiva


Un’ottima idea è anche quella di puntare tutto sulle erbe aromatiche mescolandole per portamento, tessitura e colore.
Sono profumate, utili in cucina e hanno innumerevoli vantaggi: lavanda, rosmarino e santolina fioriscono per molti mesi all’anno; quelle tappezzanti come l’origano, tengono a bada le malerbe; citronella e basilico tengono lontane le zanzare.

venerdì 28 marzo 2014

Narcisi protagonisti anche su PASSI in FLORA




Fioriscono in queste settimane e inondano l’aria di un intenso profumo, segno che la primavera è finalmente arrivata! Sono i narcisi, pianta appartenente al genere delle Amarillidaceae che comprende circa 40 specie di bulbose perenni originarie dell’Europa meridionale e dell’Africa settentrionale e centinaia di varietà di ibridi spesso insoliti e rari per tessitura, dimensione e colore dei fiori (bianchi, gialli, bianchi con corona gialla, arancio o rossa o arancio con corona rosa).




La loro bellezza è passata alla storia: conosciuti e molto apprezzati dai faraoni, sono entrati nel mito greco come simbolo dell’ammirazione di se stessi.

Sono facilissimi da coltivare. I bulbi di narciso, come quelli di muscari, giacinti e tulipani, si interrano in autunno a una profondità di circa 10 cm in un terreno fresco, umido e ben drenato in posizione soleggiata. Al termine della fioritura gli steli con le corolle appassite vanno tagliati all’altezza del terreno mentre vanno lasciate le foglie che continueranno a fornire nutrimento al bulbo finché non saranno completamente secche. Quando la pianta avrà concluso il suo ciclo vegetativo i bulbi potranno essere lasciati nel terreno oppure raccolti e sistemati in sacchetti di carta etichettati e conservati in un luogo fresco e asciutto in attesa dell’autunno successivo, operazione che va comunque eseguita ogni 2-3 anni per dividere i bulbi che nel frattempo si saranno moltiplicati e garantire una vigorosa fioritura. Decisamente più complicata invece la moltiplicazione per seme: per i primi fiori occorrerà pazientare dai cinque ai sette anni.



Per tutti i giardinieri ritardatari che desiderano dare colore a un angolo del giardino o creare composizioni primaverili per la casa, sono disponibili in commercio tantissimi bulbi di narcisi, ma anche di muscari e giacinti, pronti a sbocciare. Da scegliere magari, dopo aver fatto visita al parco del castello di Piea (AT) che proprio in queste settimane apre le porte al pubblico per la spettacolare fioritura di 40 mila bulbi che inonderanno di colore i parterre del giardino all’italiana per la quinta edizione della mostra floreale Narciso Incantato.



In occasione della mostra, chi lo desidera, potrà anche approfittare di una visita guidata al castello, risalente al 1154. Dopo numerosi passaggi di proprietà, viene acquistato nel Settecento dai conti Roero che lo innalzano di un piano e ne modificano l’ingresso, trasformandolo da fortificazione medievale in residenza gentilizia di campagna. Di particolare pregio sono lo scalone a forma ellittica su progetto del celebre architetto torinese Filippo Juvarra, gli affreschi originali della seconda metà del Settecento e i lampadari in vetro di Murano.