mercoledì 29 luglio 2015

Preparativi per una cena in bianco




Ecco com’è andata la mia prima cena in bianco.


Sabato scorso, il piccolo comune astigiano di Castelnuovo Don Bosco, ha proposto, per il secondo anno consecutivo, l’originale serata in bianco, così come accade a Torino e in altre grandi città.


La cena in bianco funziona come un picnic in città, dove tavoli e sedie sostituiscono tovaglie e coperte a quadretti e le parole d’ordine sono eleganza ed ecologia.


La regola a cui tutti devono attenersi è il colore: gli allestimenti, i cibi serviti e gli abiti dei commensali devono essere rigorosamente bianchi. I partecipanti devono portarsi da casa tavoli, sedie, tovaglie, stoviglie (evitando possibilmente quelle usa e getta), fiori, candele, calici, posate e, naturalmente, i sacchetti dell’immondizia, per restituire le vie e le piazze che hanno ospitato l’evento pulite e ordinate.


La nostra tavola l’abbiamo addobbata così





Bottiglie porta-candele riempite con sale grosso e fermate da un nastro di tulle, infiorescenze di ortensie nelle coppette da gelato come segna-posto e foglie di fico appoggiate sui piatti per la tavola dei “grandi”




Vasi con acqua e latte per le ortensie, candele galleggianti e piatti di plastica colorata per la tavola dei “piccoli”.

domenica 26 luglio 2015

giovedì 23 luglio 2015

Magnolia grandiflora, profumo d'estate


Il genere “Magnolia” deve il suo nome a Pierre Magnol, direttore del giardino botanico di Montpelier che, per primo, l’ha introdotta in Europa, mentre la varietà, “grandiflora”, alle grandi corolle, quasi 20 centimetri di diametro. Sbocciano da fine giugno e per tutta l’estate, sprigionando verso sera un intenso profumo di limone, segnale che l’estate è arrivata, e lasciando al loro posto l’infruttescenza squamosa, simile a una pigna, carica di semi aranciati, che è possibile seminare subito dopo averli raccolti, ma solo se si ha la pazienza di aspettare oltre un anno.


Arrivata in Europa nel Settecento, la Magnolia grandiflora raggiunge la sua massima popolarità agli inizi del secolo scorso quando “il giardino” dei villini liberty prevedeva, nelle due aiuole gemelle, ai lati del vialetto d’ingresso, un cedro del Libano e una Magnolia grandiflora, in barba allo spazio.

Decisamente più contenuta di un cedro, la Magnolia supera facilmente i 20 metri di altezza e la sua chioma si allarga fino a 7-8 metri. 

Da allora, la Magnolia grandiflora non è mai passata di moda, grazie al suo portamento, al piacevole contrasto tra le foglie, coriacee, lucide e verdi scuro nella pagina superiore, color ruggine in quella inferiore, e i petali bianco crema, e alla sua versatilità, elegante e campestre al tempo stesso. Mettila dove vuoi, in un piccolo cortile da sola, in un grande parco, in un giardino formale tra statue, zampilli e bossi in forma, in un giardino di campagna naturale e spettinato: a luglio guarderanno tutti lei.


La Magnolia grandiflora è un albero decisamente rustico: si adatta facilmente a quasi tutti i tipi di terreno, tollera bene il caldo estivo e le gelate invernali, sopportando temperature di -15/-20 C°. Per mantenere la caratteristica forma conica è sufficiente ricordarsi di scuotere i rami dalla neve e limitarsi a qualche sforbiciata a fine inverno.

L’apparato radicale è piuttosto superficiale e se si desidera piantare qualche tappezzante sotto la sua chioma è bene farlo in contemporanea alla messa a dimora dell’albero che va effettuata in autunno o primavera.

Va innaffiata nel primo anno dall’impianto e, in seguito, solo nei periodi particolarmente siccitosi.

Si moltiplica per talea o margotta.

lunedì 20 luglio 2015

L'orto in ufficio





Pomodori sospesi sopra il tavolo delle riunioni, zucche attorcigliate alle balaustre delle scale, librerie di insalata, piante di limoni tra i tavoli della caffetteria.

L’orto in ufficio abbassa i livelli di stress, aumenta la produttività e la collaborazione tra colleghi, è ecosostenibile e migliora la qualità dell’aria.



Niente più ficus ed esotiche dall'aria triste, relegate in qualche angolo anonimo. Oggi in ufficio crescono lattughe, zucchine e germogli, da aggiungere direttamente all’insalata del pranzo.




I giapponesi ci sono arrivati per primi. 
La Urban Farm progettata da Kono Designs per la sede di Tokyo di Pasona Gruop, società di ricerca e selezione del personale, ha fatto scuola nella nuova tendenza dell’orto da ufficio. Tra scrivanie, corridoi, auditorium e caffetteria crescono oltre 200 specie tra frutta, verdura e riso in coltura idroponica, destinate alla mensa aziendale.




Non da meno il ristorante caffetteria Yebisu Garden Cafe, sempre in Giappone. Caratterizzato da un lungo tavolo a penisola dalle linee sinuose, ospita al centro un’ampia aiuola con aceri e felci.




E chi non ha un capo dall’animo verde, può provvedere da sé con le scrivanie provviste di cassoni per la coltivazione di cicorie,  aromatiche e pomodorini prêt-à-manger.

Credits

giovedì 16 luglio 2015

Ken Scott, giardiniere pop anni Sessanta




Pelargoni, zinnie, petunie, rose e papaveri. Fiori chiassosi e decisamente popolari, stilizzati e reinterpretati da Ken Scott, insieme a pesci, frutti e farfalle, si spargono su abiti, foulard, bikini, lampade e poltrone di design.

Sono gli anni Sessanta della moda Italiana e i giardini pop, nati dalla matita dello stilista americano impazzano.




Oggi l’eclettica e colorata creatività di quegli anni è custodita dalla Ken Scott Foundation.


Fino all’11 ottobre alcune delle sue creazioni, stampate sulle storiche sete comasche, saranno esposte in occasione della mostra “Giardini di seta: tessuti, abiti e botanica del territorio lariano” dal Settecento a oggi, a Villa Sucota a Como e a Villa Bernasconi a Cernobbio.

domenica 12 luglio 2015

Biscotti alla lavanda



I capolini ormai sfioriti della lavanda finiscono nei cassetti come profuma biancheria, i petali nella frolla dei biscotti… 


Ingredienti:
3-4 cucchiai di fiori di lavanda freschi o secchi
300 g di farina
100 g di zucchero
100 g di burro
3 uova
1 bustina di lievito per dolci
la scorza grattugiata di un limone
un pizzico di sale



Preparazione:
Fate la “fontana” zucchero, farina e lievito, aggiungete il burro a temperatura ambiente, le uova, i fiori di lavanda, la scorza grattugiata del limone e un pizzico di sale.
Impastate fino a ottenere una palla omogenea e lasciatela riposare mezz’ore in frigorifero.
Stendete l’impasto con il mattarello, ritagliate dei biscotti spessi 3 mm e informate per 5-7 minuti.


Con il gelato :P