venerdì 1 aprile 2016

Bosco di San Francesco ad Assisi



Si scende a fianco della Basilica di San Francesco, lungo un sentiero in terra battuta, giù, attraverso un bosco di giovani carpini punteggiato da viole e ciclamini, bacche di pungitopo, anemoni e drupe di maggiociondolo alpino.



La visita al Bosco di San Francesco ad Assisi inizia così, e prosegue nel fondovalle, tra boschi, radure, campi e uliveti, che, per primi, hanno ispirato il messaggio francescano di rispetto, cura e ricerca dell’armonia tra Uomo e Natura.

Non importa se portate con voi una profonda devozione cattolica, il desiderio di un contatto profondo con gli elementi naturali o la semplice curiosità di scoprire uno scorcio di paesaggio rurale italiano ripristinato e conservato intatto dai volontari del Fai: la passeggiata alla scoperta della Selva di San Francesco, fa bene allo spirito.



64 ettari e 800 anni di storia da percorrere lentamente alla scoperta della varietà botanica e dei tesori artistici, come le antiche mura della città, il Ponte dei Galli e il nucleo delle monache benedettine, abitato tra il XIII e il XIV secolo, con la chiesa di Santa Croce, il mulino e i resti di un ospedale e di un monastero, restaurati dal FAI e oggi ritrovo per gli escursionisti.



E ancora, più avanti, proseguendo verso sud lungo il torrente Tescio, fino ai piedi della Rocca Maggiore, la trecentesca torre Annamaria, dalla cui cima si scorge l’intero percorso del Terzo Paradiso, l’opera di land art realizzata appositamente per il Bosco di San Francesco da Michelangelo Pistoletto. Un sentiero fiancheggiato da giovani ulivi scorre lungo le circonferenze di tre cerchi a simboleggiare il mondo naturale, il mondo antropizzato e l’auspicabile armonia tra i due (il Terzo Paradiso).



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