domenica 28 febbraio 2016

Il giardino della domenica – crochi muscari e mimosa



Illustrazione di Margaret Berg


I giardini nascono dalla fantasia, per crearne uno basta un foglio bianco…
 e poche pennellate di acquerello per far sbocciare crochi, muscari e tondi piumini di mimosa.


Il giardino della domenica, tutte le settimane un’illustrazione.

giovedì 25 febbraio 2016

Hyacinthus fiore delle spose spartane


Cipolle panciute da cui si ergono steli tozzi, foglie verde brillante e corolle grandi e profumate. I giacinti olandesi sottoposti a forzatura, e in fiore con settimane di anticipo sulla primavera, mostrano tutta la loro esuberanza in vasetti colorati troppo piccoli o dall’imboccatura di clessidre di vetro piene d’acqua verso la quale le cipolle allungano le radici.

Originari del Mediterraneo orientale, erano coltivati a scopo ornamentale dai Romani e dai Greci. Le giovani spartane infilavano fiori a formare coroncine profumate per il giorno delle nozze. Giacinto era il nome di un giovane atleta ateniese morto accidentalmente e trasformato in fiore da Apollo.


I bulbi di giacinto (Hyacinthus orientalis) si interrano in autunno a una profondità pari al doppio della loro altezza a circa 15 centimetri l’uno dall’altro. Le piante avranno così lo spazio necessario per svilupparsi fino a raggiungere, nelle varietà selezionate dagli ibridatori moderni, i 20 centimetri di altezza, con infiorescenze molto più grandi rispetto alle specie endemiche, ma ugualmente profumate, e disponibili in un’ampia gamma di colori pastello: bianco, rosa, azzurro-malva, blu, ma anche giallo crema e rosso vivo.

I giacinti possono essere coltivati in piena in terra o in vaso, in più sfumature dello stesso colore accostati a narcisi e tulipani in tonalità a contrasto (per esempio, bianchi e gialli con giacinti blu) o alle aubrezie (erbacee tappezzanti dalle foglie tondeggianti grigio-verdi e dai fiori minuti bianchi, rosa, viola, blu).


I giacinti prediligono un’esposizione di pieno sole o di mezz’ombra e un terreno soffice e ben drenato. Terminata la fioritura, le foglie non vanno tagliate, perché continueranno ad apportare nutrimento al bulbo, finché non saranno completamente secche. Le cipolle potranno essere lasciate nel terreno, in attesa della primavera successiva; oppure conservate fino all’autunno in un luogo fresco e ben areato, in sacchetti di carta o in cassette con torba e pacciamatura di foglie e paglia.

martedì 23 febbraio 2016

Chiostro di San Giovanni degli Eremiti a Palermo


Quando un giardino appare lussureggiante anche in bianco e nero, allora è un vero capolavoro. Tolto il colore, rimangono le prospettive e la composizione delle diverse forme e altezze, siano esse piante o elementi architettonici preesistenti.

Nel centro storico di Palermo, il giardino della chiesa di San Giovanni degli Eremiti, eretta in epoca normanna secondo modelli architettonici islamici, ne è un esempio.

Oltre al chiostro a pianta rettangolare, delimitato da archi a sesto acuto su colonnine binate, si riconosce un giardino informale, dove si mescolano palme, essenze esotiche e mediterranee, come agrumi, nespoli, allori e ulivi.

La recente gestione del giardino con l’introduzione di erbe aromatiche ha fatto però storcere più di un naso in nome di una scarsa conoscenza della storia del giardino che troppo spesso porta a sovrapporre a ogni costo l’Hortus conclusus al giardino dei semplici.

L’Hortus conclusus, nasce a seguito della caduta dell’Impero Romano d’Occidente e permane fino al Rinascimento. L’instabilità politica caratteristica del medioevo, e la necessità di rinchiudersi entro le mura di castelli e monasteri, si riflette anche nel giardino che, in quest’epoca, è delimitato da alte mura alle quali si associano forti valenze simboliche di isolamento dal mondo e di ritorno a una natura paradisiaca.

L’orto o giardino dei semplici (Hortus simplicium) si ritrova quasi sempre all’interno di alte mura, ma indica il tipo di destinazione delle piante coltivate: erbe medicinali per la cura degli ammalati, alle quali i monaci accostavano piante utili per la vita nel monastero e fiori da taglio per la decorazione degli altari.

Quale fosse l'impianto originario del giardino non è così scontato, ma un vero intervento di ristrutturazione, supportato da studi storici, di certo lo merita, e lo meritano i tanti visitatori a cui è rimasto nel cuore.

domenica 21 febbraio 2016

Il giardino della domenica - aspettando la pioggia



Illustrazione di Kitagawa Natsumi


I giardini nascono dalla fantasia, per crearne uno basta un foglio bianco…
Poi però va curato, e annaffiato se non piove.


Il giardino della domenica, tutte le settimane un’illustrazione.

giovedì 18 febbraio 2016

Storia di un pesce che poteva nuotare solo in controluce


-   Vorrei un giardino pieno di pesci

-   Non c’è acqua nel tuo giardino

-   Pesci senz’acqua

-   Non sei seria

-   Sono serissima, voglio un giardino pieno di pesci, di pesci senz'acqua


Di pesci da giardino


Nel Seicento l’arte barocca entra nel rigoroso giardino all’italiana, sviluppatosi nei due secoli precedenti, e accade così che al rigore dei parterre, delle geometrie di quinte verdi, scale, viali e balconate, si mescolano grotte, templi, vasche, fontane, giochi d’acqua e, soprattutto, elementi scultorei legati all’allegoria classica. Molti di questi sono a tema marino: pesci, tritoni e divinità fluviali, i più comuni.

Da allora i pesci non hanno più abbandonato i giardini. Anzi, grazie all’estro creativo dei giardinieri e all’occhio attento dei Land Artists, se ne sono impadroniti: sgusciati via da vasche e fontane, nuotano, soli o in branchi, spesso liberi persino dall’acqua.