domenica 31 luglio 2016

Il giardino della domenica - maturano i cocomeri


Illustrazione di Vanessa Jimin


I giardini nascono dalla fantasia, per crearne uno basta un foglio bianco…
e un orto di grossi cocomeri rossi da condividere.


Il giardino della domenica, ogni settimana un’illustrazione.

giovedì 28 luglio 2016

Succulente per bijoux



C’è chi il “green” design lo prende alla lettera
come Susan McLeary che crea gioielli verdissimi e vivissimi con mini succulente coltivate in una piccola serra a conduzione familiare.



I gioielli di Susan, firmati PassionflowerMade, sono garantiti 3-4 settimane, dopodiché, quando le piantine inizieranno a crescere possono essere delicatamente staccate dalla base del gioiello, trapiantate in vaso e conservate come ricordo di un’occasione speciale. La base metallica invece può essere indossata anche dopo aver tolto le piantine.


I gioielli di Susan sono in vendita su Etsy.

martedì 26 luglio 2016

Gladiolo trasformista tra casa e orto


Dall’Africa meridionale agli orti e giardini campestri, ma anche in grandi fasci per portare l’estate dentro casa, purché da soli e in numero dispari. I gladioli restano uno dei fiori più belli di queste torride settimane di fine luglio e non dovrebbero mai passare di moda.

Un fascio di fiori a regola d’arte va composto nell’incavo tra il pollice e l’indice, incrociando gli steli (5, 7 o 9 rami sono sufficienti per un bouquet) e partendo da quello più lungo che non dovrà superare una volta e mezzo l’altezza del vaso.


I gladioli (Gladiolus) sono piante bulbose della famiglia delle Iridaceae da cui germinano foglie a forma di lancia e spighe di fiori bianchi, gialli, rosa-arancio, salmone, rossi, viola, azzurri, a due colore o striati, portate da grossi steli che possono raggiungere i 120-150 cm di altezza.

 
Il contrasto tra le corolle grandi e sgargianti, tipiche delle piante di origine tropicale, e il portamento slanciato, che ricorda il “gladius”, l’antica spada romana a cui si ispira il nome della pianta, fanno del gladiolo un fiore decisamente duttile, capace di trasformarsi nella pianta giusta nel posto giusto: dall’ambientazione formale, moderna e minimalista in un fascio monocromatico, alle aiuole dell’orto in un’allegra macchia colorata.


Le corolle si aprono a partire dal basso, tre mesi dopo la messa a dimora del bulbo, tra aprile e maggio, a una distanza di circa 10-15 cm l’uno dall’altro e a una profondità pari a una volta e mezza l’altezza della cipolla.

I gladioli vogliono pieno sole, un terreno ben drenato e irrigazioni costanti, ma senza eccessi, per evitare ristagni idrici. Al termine della fioritura si tagliano le spighe appassite, mentre vanno lasciati il fusto e le foglie, che continueranno a fornire nutrimento al bulbo

I gladioli temono il freddo, al termine del ciclo vegetativo è consigliabile coprire il terreno con della paglia, oppure estrarre i bulbi e conservarli in sacchetti di carta in un luogo fresco e asciutto fino alla primavera successiva.

domenica 24 luglio 2016

Il giardino della domenica - casa di grilli e falene


Illustrazione di Becca Stadtlander
{Moon Moths}


I giardini della domenica nascono dalla fantasia, per crearne uno basta un foglio bianco…
e l’atmosfera di una notte di caldo, di grilli e di falene.



Il giardino della domenica, tutte le settimane un’illustrazione.

giovedì 21 luglio 2016

Origano: si raccoglie fiorito

   
L’origano può essere raccolto e utilizzato fresco in cucina in qualsiasi momento, ma per ottenere il massimo dell’aroma, il periodo migliore per raccoglierlo e farlo essiccare è durante la fioritura, tra luglio e settembre, a seconda del clima.

Potate solo le piante adulte e già ben radicate. Tagliate i rami appena sopra il colletto, suddivideteli in mazzetti e appendeteli a testa in giù in un luogo ombreggiato e ventilato, ad esempio sotto un portico. Quando sarà essiccato, si tolgono foglie e fiori dal ramo e si conservano in vasi di vetro.


L’origano è una pianta erbacea perenne della famiglia delle Lamiaceae originaria del bacino del mediterraneo. Il cespo adulto raggiunge i 50-80 cm. I fiori rosati, ma anche bianchi o rossi, raccolti in pannocchie apicali, sono molto graditi ad api e insetti impollinatori. La varietà più diffusa è l’Origanum vulgaris, ma ne esistono molte altre, spesso preferite per la loro valenza ornamentale come l’aureum, dalle foglie dorate.

L’origano vuole il pieno sole e un terreno ben drenato. Va annaffiato con costanza subito dopo l’impianto e se coltivato in vaso, ma senza esgerare, aspettando che il terreno sia completamente asciutto tra un’irrigazione e l’altra. Una pianta adulta coltivata in piena terra si accontenta dell’acqua piovana. Si moltiplica per talea o più facilmente per divisione del cespo a fine estate.

martedì 19 luglio 2016

Pochette dal sacco di juta - come si fa

 
Dall’orto all’abito lungo in cinque mosse, ovvero quante ne servono per trasformare un sacco di juta in pochette.

Quanto mi piacciano le borse di juta!!! Ne ho viste alcune carinissime online e non ho saputo resistere…

 Trovare un sacco di juta nell’era della plastica non è stato semplicissimo ma… eccomi qui alle prese con forbici, ago, filo e colori per tessuti


 
Le mie doti sartoriali lasciano un po' a desiderare, così ho deciso di ridurre al minimo il numero di cuciture ripiegando il tessuto come i fogli di carta che riciclo in bustine portasemi


Così
ricavate un quadrato di tessuto dal fondo del sacco, lasciando due lati uniti
{cucite a zig-zag tutti i bordi tagliati per evitare che si sfilaccino}


piegate il quadrato di stoffa a metà formando un triangolo


piegate solo uno dei due teli che formano la punta del triangolo verso il basso
{cucite lungo i margini esterni e i lati che formano la punta}



piegate gli angoli - prima il destro, poi il sinistro - e infilate la punta del primo nel secondo
{cuciteli alla base del triangolo che avete fissato prima, tra loro, nel punto di intersezione, e sul fondo della borsa}


fissate un bottone sulla pattina triangolare per chiudere la pochette



Se volete dipingere la juta dovrete farlo prima di cucirla. Io ho usato colori per tessuti “a stampo” arrotolando su un’assetta di legno dello spagno che ho poi impregnato di colore con un pennello. Poi si stira la stoffa per fissare il colore.


Voilà

domenica 17 luglio 2016

Il giardino della domenica - cresce al chiaro di Luna



Illustrazione di Geninne


I giardini nascono dalla fantasia, per crearne uno basta un foglio bianco…
e la magia della Luna nei giorni fiore, foglia, frutto e radice*


Il giardino della domenica, tutte le settimane un’illustrazione.


*Secondo la biodinamica, il transito della Luna davanti alle 12 regioni zodiacali del cielo, influisce sulle diverse parti della pianta: sui fiori (quando si trova nei segni d’aria - Gemelli, Bilancia, Acquario), sui frutti (nei segni di fuoco - Ariete, Leone, Sagittario), sulle foglie (nei segni d’acqua – Cancro, Scorpione, Pesci), sulle radici (nei segni di terra – Toro, Vergine, Capricorno).

giovedì 14 luglio 2016

Olio essenziale di lavanda home made


Si inizia con una piantina e poi due e poi tre e poi quel profumo “che sa di pulito” per i sacchettini da mettere tra la biancheria. E poi i risotti e i dolci e i biscotti (ci ho provato anch’io, vi lascio qui la ricetta) e… l’olio essenziale di lavanda invece?
Si può estrarre anche in casa, ma serve un distillatore, anche artigianale, come quello usato da Benedetta Fè d’Ostiani, titolare dell’azienda agricola La Benedetta, specializzata nella coltivazione di erbe aromatiche e lavanda sulle colline di Asti, dove, ogni estate, nel periodo della fioritura organizza laboratori didattici e giornate dimostrative.


«L’estrazione dell’olio essenziale è molto semplice – spiega Benedetta – Una volta raccolti i fiori, si distillano ancora freschi in corrente di vapore mediante un distillatore (o estrattore di essenze) che funziona come una grossa pentola a pressione: si riempie per un quinto d’acqua, poi si aggiungono i fiori, separati da una griglia, e si accende il fuoco sottostante. Il vapore acqueo prodotto dall’acqua in ebollizione, passando attraverso i fiori, ne cattura l’olio essenziale per essere poi convogliato in un tubo, dove l’aggiunta di acqua fredda lo riporta allo stato liquido permettendo la separazione dell’essenza che, più leggera, sale in superficie nel contenitore di raccolta».

L’intero processo dura poco meno di due ore e permette di estrarre circa 100 ml di olio essenziale da quasi 60 chilogrammi di fiori freschi. L’acqua di condensazione, separata dall’olio essenziale, trattiene un intenso profumo e può essere usata per il ferro da stiro. L’olio essenziale appena estratto, invece, ha un forte sentore erbaceo e, dopo essere stato filtrato, va lasciato riposare in una bottiglia di vetro scuro, al riparo da luce e calore, per almeno un paio di mesi prima dell’uso.


«L’olio essenziale di lavanda è uno dei pochi a non avere controindicazioni. Ha proprietà calmanti, analgesiche e antinfiammatorie (non caso è considerato un antibiotico naturale), è ottimo contro il raffreddore e il mal di testa, è utile per dare sollievo in caso di scottature e punture di insetto, decongestiona le vie respiratorie, è un valido anti-zanzare naturale, può essere usato in purezza per i massaggi, aggiunto alla crema che utilizziamo abitualmente o all’acqua della vasca, per un bagno profumato dalle proprietà calmanti».

martedì 12 luglio 2016

Echipopsis pachanoi per una siepe di cactus come Frida Kahlo


Altro che cancelli con le lance e alti muri, niente carpini o bossi da potare, nessuna rampicante da contenere. In Messico le siepi di confine le fanno così, con l’Echinopsis pachanoi: un cactus facile e generoso anche in vaso.

Come la siepe che caratterizza il Museo CasaEstudio Diego Rivera y Frida Kahloinsospettabile giardiniera - a Città del Messico


Ma ci sono anche la versione bucolica e iper tradizionale, con i cactus a delimitare le proprietà terriere (*)

la versione labirinto



e quella di design



Immagini via Pinterest
  (*)Credits - Tommy Huynh

domenica 10 luglio 2016

Il giardino della domenica – tra malvarosa colline e tetti rossi


Illustrazione di Gillian Mowbray


I giardini nascono dalla fantasia, per crearne uno basta un foglio bianco…
e semi di malvarosa rubati a fine estate passeggiando tra colline e tetti rossi.


Il giardino della domenica, tutte le settimane un’illustrazione.

giovedì 7 luglio 2016

Stipa tenuissima per una moderna prateria di città

 
Rustica, indipendente e spettinata, ideale per ricreare un giardino dall’effetto naturale con altre poaceae, sedum o erbacee da fiore altrettanto rustiche come echinacea, gaillardia, rudbekia, carota e achillea.

Nei roof garden di città, su balconi e terrazzi, l’abbinamento più riuscito è con essenze a contrasto, come ordinate e verdissime sfere di bosso, arredi dalle linee pulite e materiali industriali come l’acciaio, il vetro e il corten.

Stiamo parlando della Stipa tenuissima, un ciuffo d’erba che negli ultimi anni ha saputo conquistare paesaggisti e giardinieri con le sue ineguagliabili doti: resistenza agli sbalzi termici, basse esigenze idriche, adattabilità a diversi tipi di terreno e, soprattutto, l’attitudine a risolvere con stile i “buchi”, restituendo un po’ di naturalezza a un’aiuola anonima.

 
La Stipa tenuissima, insieme ad altre 300 specie di erbacee perenni, sempreverdi o decidue, appartiene al genere delle Poaceae, originarie delle zone temperate. La Stipa tenuissima è alta 60-100 cm, ha foglie sottilissime, giallo paglia d’estate, e infiorescenze simili a spighette appiattite, leggere e setose al tatto, dalle quali si disperdono semi scuri pronti a germinare in nuove piantine minute e verdissime.


Mettetela a dimora in autunno, in una buca in pieno sole grande il doppio il pane di terra, aggiungete sul fondo cocci o ghiaia, introducete la zolla e ricoprite con la terra di scavo. Dopo l’impianto e l’estate successiva andrà annaffiata abbondantemente ogni due settimane, dopodiché non sarà più necessario irrigare. A fine inverno le stipe vanno pettinate per eliminare il secco con un pettine a denti larghi. Prediligono un clima temperato-mediterraneo, ma sopportano senza difficoltà temperature fino a -15°C, così come il caldo intenso.

La Stipa tenuissima può essere moltiplicata per divisione del cespo: dopo aver estratto la pianta dal terreno si taglia esattamente a metà, si elimina la parte centrale imbrunita e si ripiantano le due porzioni a una distanza di 40-50 cm l’una dall’altra.

martedì 5 luglio 2016

Voglia di... gipsy garden e di un'estate gitana


Voglia di perdersi per stradine di campagna, di sdraiarsi sull’erba a guardare il cielo tra le foglie.Voglia di caldo e di sole, di luce bianca e di cicale. E poi di fresco e di notti stellate e di prati di lucciole. Voglia di onde di sale. Voglia di tuffarsi in un lago alpino tra mucche al pascolo e malghe sperdute.
Voglia di lasciarsi alle spalle il chiacchiericcio e le noie quotidiane, voglia di partire, senza programmare il ritorno.
Voglia di un’estate gitana!


Tutta colpa di Marco e del suo servizio sull’ultimo Giardino Antico (lo leggete vero??? Io sono a pagina 110, mi raccomando!) e di Alice e del suo blog e di non ricordo chi me lo ha fatto scoprire… Mannaggia!

Ma andiamo con ordine. Marco parte per uno dei suoi viaggi in giro per l’Italia a caccia di giardini. Una di quelle sfiancanti e infinite giornate di lavoro, in cui si sa quando si parte e non si quando di torna, ma puntualmente ricompensate dalla scoperta di luoghi incredibili, come il giardino dell’Azienda Agricola dellaMezzaluna, fra il mare della Versilia e le Alpi Apuane. 10 ettari di bosco, vigneto e uliveto e poi il giardino di rose e di ortensie e sul prato, tra gli ulivi secolari, tre caravan ungheresi dei primi del Novecento, perfettamente restaurati e adibiti ad alloggio per gli ospiti del B&b che desiderano trascorrere una vacanza fuori dal tempo.
Un incanto!


E poi scopro Gipsy, alias Alice Agnelli, padrona di casa del food-blog A Gipsy in the Kitchen con la sua freschezza nel raccontare di sé, delle sue ricette e dei suoi viaggi gitani: pennellate di felicità che spazzano via pensieri grigi.
Lo spirito gipsy che vorrei portare con me, nelle notti in tenda ad alta quota che mi aspettano a fine mese e nel viaggio spagnolo on the road - il volo e l’auto ci sono, manca l’itinerario. Vi racconterò.

domenica 3 luglio 2016

Il giardino della domenica è un’estate indecisa




Illustrazioni di Lizzie Mackay


I giardini nascono dalla fantasia, per crearne basta un foglio bianco...
e se piove anche d’estate disegniamo gocce e nuvole rosa e usciamo lo stesso.


Il giardino della domenica, tutte le settimane un’illustrazione.