lunedì 31 ottobre 2016

Torta di mele, cioccolato e amaretti (senza farina)


Dolcetto o scherzetto?

Una torta di zucca sarebbe stata perfetta per la notte di Halloween, ma… le piante nell’orto non sono sopravvissute alle mie vacanze in piena vampa d’agosto (ops!)

In compenso abbiamo tantissime mele che è impossibile mangiarle tutte, e allora via di marmellate e passate di mela cotta, per la torta tradizionale piemontese senza farina (da cuocere rigorosamente nella stufa, per chi ce l’ha)

Ingredienti:
300 gr di mele cotte
150 gr di amaretti
3 cucchiai di cacao
3 cucchiai di zucchero
1 uovo
1 bicchierino di Brandy

Preparazione:
- cuocere le mele sbucciate e tagliate a pezzetti con qualche cucchiaio di zucchero e un po’ d’acqua
- frullare le mele cotte
- mescolare le mele cotte con gli amaretti sbriciolati, il cacao, lo zucchero, l’uovo e il Brandy
- infornare in una teglia foderata con carta forno a 180°C per 60’/90’

Happy Halloween :)

domenica 30 ottobre 2016

La settimana dell'orto: October mood


Lunedì si contano i sopravvissuti dell’orto #tagete

Martedì luminosa #edera

Mercoledì ufficialmente autunno: ragnatele brinate e #crisantemi

Giovedì in bloom #Anemonejaponica

Venerdì scorpacciata di chicchi #Punicagranatum

Sabato dopo la nebbia il sole #Lagerstroemmia

La settimana dell’orto: tutte le sere, dal lunedì al sabato, uno scatto racconta cosa succede nell’orto-giardino.

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venerdì 28 ottobre 2016

Bouquet campestre con fiordalisi, rosmarino e bacche di Symporicarphos albus


Fiordalisi, rosmarino e bacche bianche effetto “gomma” del Symphoricarpos albus sono perfetti per un bouquet basso dall’effetto campestre, allegro e un po’ naïf nelle sfumature confetto rosa, bianco e azzurro.

 Mai avrei sperato che una sola bustina di fiordalisi sparsa in un angolo del giardino a tarda primavera continuasse a sfornare fino a ottobre inoltrato un tappeto di capolini coloratissimi, semplici o fitti di petali come pompom :)



Il bouquet dura di più così:
-   togliete tutte le foglie dai fiordalisi
-   tagliate i rametti di rosmarino in obliquo (per aumentare la supercficie di assorbimento) ed elimate tutti gli aghi lungo la parte di gambo immersa nell’acqua
-   componete il mazzo tra pollice e indice inserendo rami di rosmarino sia nella parte esterna della composizione sia tra i fiori
-   sistemate il mazzo nel vaso con l'acqua
-   completate con le bacche si Symphoricarpos albus
-   cambiate l’acqua ogni due giorni


{I fiordalisi si seminano in primavera inoltrata, direttamente in campo e in pieno sole, possono raggiungere i 60 cm e si disseminano facilmente da soli}

martedì 25 ottobre 2016

Ghirlanda di rami di salice, edera e tagete

 
Gli slanci orticoli di primavera puntualmente naufragano con la canicola estiva, la penuria d’acqua e le vacanze. Così nell’orto d’autunno restano tanta buona terra ben arieggiata dalle erbacce e pochi superstiti. Come i capolini di tagete che, seminati con il nobile intento della lotta biologica ai parassiti, rispuntano dappertutto e colorano i tasselli un po’ desolati.

In estate nessuno fa caso a loro, ma adesso che il giardino si spoglia sembrano davvero troppo belli per essere lasciati lì alla pioggia...


L’arancione caldo e vellutato dei petali risalta il bruno-rossiccio dei rami di salice, mentre tralci e fiori d'edera danno luce alla composizione

Così:
-   tagliate rami di salice dell’anno: lunghi, sottili e flessibili, e togliete tutte di diramazioni minori
-   prendete il primo ramo, piegatelo a formare un cerchio e chiudetelo accavallando le estremità
-   al primo ramo attorcigliate un secondo ramo, poi un terzo, un quarto… incastrando nell’intreccio le estremità finché la ghirlanda non sarà dello spessore desiderato
-   bloccate nell’intreccio prima i rami d’edera, poi le infiorescenze private delle foglie e completate con i capolini di tagete (*potete infilzare i gambi dei fiori privati delle foglie tra i rami di salice intrecciati, oppure fissarli con un pezzetto di fil di ferro)

Per conservare più a lungo la ghirlanda vaporizzatela con acqua e spostatela all’aperto di notte.

 
{I fiori di tagete si seminano in primavera (marzo-aprile) in vaso o nell’orto, dove attirano gli insetti buoni e tengono alla larga gli ospiti indesiderati}

domenica 23 ottobre 2016

La settimana dell'orto - sotto la prima neve


Tra larici sotto la prima neve, baite dai muri blu, carline segnatempo e bacche di rosa, la settimana dell’orto n°7 ha lasciato ancora l'orto-giardino per raccontarvi la prima gita d’autunno in cerca di nuove ispirazioni in Val Thuras, nel comune di Cesana (Torino).

{sfoglia tutti gli album ↓}

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giovedì 20 ottobre 2016

Farà bel tempo, te lo dice la carlina, barometro di montagna


Voglio un inverno bianco e verde come i larici sotto la prima nevicata, passeggiate al sole e tisane di rosa canina e una baita con una carlina appesa sopra la porta a farmi da barometro.



Prima gita nella nuova stagione a Thures, frazione di Cesana Torinese, a pochi chilometri da Sestriere. La montagna che mi piace, fatta di stradine, pascoli innevati, baite e fienili, steccati di legno tra gli orti, slitte e fontane...
{bellissima quella ottagonale del Thures!}

E stelle di carlina su porte, finestre e balconi per sapere se farà bel tempo. 




  Un’usanza diffusa in passato su gran parte dell’arco alpino, e oggi scambiata per semplice vezzo decorativo, il fiore di carlina appeso sulla porta era il barometro delle baite di montagna. Prima del meteo alla tv, agricoltori e malgari si affidavano alla natura per prevedere quali sarebbero state le condizioni metereologiche. E la pianta più diffusa a questo scopo era la Carlina acanthifolia, diffusa nei prati aridi dai 700 m fino a quasi 2000 m. Quando il fiore è aperto come un sole indica bel tempo, quando le foglie grandi e argentate si increspano a proteggere il capolino centrale è segno di cielo coperto e pioggia.

A Thures è dedicata anche La settimana dell'orto n°7, seguimi su Instagram!

martedì 18 ottobre 2016

Tradescantia sillamontana, l’erba misera messicana dalle foglie di velluto


Piccolo ma in bella vista sboccia in cima alla scalata di foglie di velluto. È il fiore dell’erba misera, la Tradescantia sillamontana, la più attraente, e non a caso anche la più diffusa, delle 60 specie di erbacee perenni del genere Tradescantia, dal nome dei naturalisti inglesi Tradescat, Jonh il vecchio e John il giovane. A essi va il merito della scoperta, nell’enorme varietà di piante esotiche e misteriose che verdeggiavano il continente americano, dagli Stati Uniti alla fascia settentrionale del Sud America.

Il viaggio della Tradescantia sillamontana parte dalle coste messicane. Approdata in Europa nel 1800, resta per molto tempo una delle tante curiosità che popolano le serre dei collezionisti. Con il boom economico degli anni Cinquanta gli italiani possono finalmente perdere tempo in amene faccende come il giardinaggio e la Tradescantia sillamontana inizia a popolare i giardini del sud; poi, trasferita in vaso, risale lo stivale fino a raggiungere le regioni più settentrionali dov’è comunemente coltivata come una succulenta.


Il fusto e le foglie, verde scuro nella pagina superiore, rosse in quella inferiore, sono carnosi e ricoperti da una fitta peluria argentata che ha il compito di proteggere la pianta dai raggi solari e dall’eccessiva evaporazione. I fiori minuti hanno tre soli petali di colore rosa che si aprono dall’estate all’autunno all’apice del fusto segnato da coppie di foglie ovali. Il portamento è semi eretto: raggiunti i 40 centimetri i fusti tendono a ricadere.

La Tradescantia sillamontana vuole un terreno povero e una posizione luminosa, ma al riparo dai raggi diretti del sole nelle ore centrali della giornata. Si annaffia solo quando il terreno è completamente asciutto. In inverno si sospendono le irrigazioni e si ritira in un locale luminoso e poco riscaldato. Non tollera le temperature al di sotto dei 10°C. Durante il periodo di ripresa vegetativa si aggiunge del concime liquido per piante grasse all’acqua di irrigazione. Si moltiplica per talea apicale.

domenica 16 ottobre 2016

La settimana dell'orto: in trasferta



Lunedì l’ombra e il dolce di casa #Vitisvinifera

Martedì da un lontanissimo pomeriggio di fatica e sorrisi #Betula

Mercoledì frutti a sorpresa! #Chaenomelesjaponica

Giovedì bulbi dimenticati e ritrovati #Narcissus

Venerdì d’argento #Stachysbyzantina

Sabato col naso nell’orto del vicino #Zinnia

La settimana dell’orto n°6 ha lasciato l'orto-giardino per una vacanza nel buen ritiro valdostano, qui in sei scatti.

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giovedì 13 ottobre 2016

Tra riciclo creativo e (quasi) origami nel giardino d’inverno


Se mi dici che non “scopiazzi” mai non ti credo. Scopiazzare in senso buono s'intende, osservare cosa fanno “quelli bravi” in cerca della giusta ispirazione.

Avete presente la rivista Gardenia? Una delle mie rubriche preferite è quella dedicata ai creativi che ce l’hanno fatta e sono riusciti a trasformare una passione in un lavoro vero. La protagonista del numero di questo mese si chiama Marinella Della Toffola, appassionata di carta stampata, decorazione a pennello e punta di china e origami si è inventata con successo Marigami marchio-laboratorio in cui dipinge pagine di riviste, libri e giornali che poi piega e trasforma in fiori, girandole, libellule e passerotti da appendere con cordini di cotone colorato arricchiti di perline di legno e vetro.

Così mi è venuta voglia di mettere mano alla pila della carta e scopiazzare :P

Per iniziare c’è la bacheca Pinterst

Per delle vere opere d’arte in miniatura una gita a Como: l’atelier Marigami è in via San Giacomo 31.

martedì 11 ottobre 2016

Il tempo del giardino passato presente e futuro


{il pratone}

Il giardiniere cura il giardino. E aspetta paziente che la natura faccia il suo corso. Che sbocci il primo fiore, che attecchisca la talea, che germini quanto seminato. E non si arrende se qualcosa va storto. La natura non sbaglia. Lui forse sì, qualcosa lo ha sbagliato.

Il giardino cura il giardiniere. Lo lascia sfogare quando nuvole grigie gli avvolgono l’animo. Aspetta paziente il suo ritorno quando si assenta. Gli ricorda una persona lontana, un profumo dell’infanzia, un pensiero felice. Lo sprona a rimettersi in gioco, a ricominciare daccapo, a non arrendersi.

La pergola della casa in campagna è la voglia di ricominciare di una primavera passata a sradicare una siepe di spine per trasformarle in una galleria di fiori e profumi. I tronchi ritorti della vite la certezza che anche l’anno prossimo ci saranno pause all’ombra e grappoli dolci. La betulla l’istantanea di un pomeriggio di fatica e sorrisi. Il piccolo fico nato per caso sarà da grande il tronco possente da cui iniziare la conta per correre a nascondersi. E poi c'è il pratone, una nuova pagina bianca del giardino su cui ci ritroviamo a fantasticare di petali colorati.

Ho rubato tempo per i giardini trascurati, ho mollato la routine e sono fuggita (anche se per poco) nel buen ritiro valdostano dove ho ritrovato ricordi felici, bulbi dimenticati e giovani piantine da accudire. La settimana dell’orto n°6 lascia l’orto-giardino astigiano e va in vacanza… Intanto, nell'orto-giardino si fanno progetti su fiori da taglio per bouquet stagionali a chilometro zero. Sembra una buona idea, vero?

domenica 9 ottobre 2016

La settimana dell'orto: a tinte forti



Lunedì fiorisce la salvia che profuma di ananas #Salviarutilans

Martedì matura la melagrana #Punicagranatum

Mercoledì tra rami spogli e ultimi boccioli di #Rosa

Giovedì in cerca del sole dei #Topinambur

Venerdì l’orto-giardino si prepara per Natale #Ilex

Sabato di pensieri petalosi come una #Dalia?

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giovedì 6 ottobre 2016

Poster botanici mania, dove metterli



Traggono ispirazione dalle tavole botaniche e dagli erbari usate dagli uomini di tutte le epoche per fare ordine nell’universo. Le prime raccolte risalgono all’epoca greco-romana, i primi volumi all’età medievale,  ma è tra il XVI e il XVIII secolo che lasciano il mondo accademico per entrare nelle Wunderkammern, le camere delle meraviglie o gabinetti delle curiosità dei collezionisti e, più tardi, con l’affermarsi della passione per le scienze tipica dell’Illuminismo e al gusto per l’esotico, l’eccezionale, l’inconsueto, frutto dei grandi viaggi di esplorazioni, dei commerci transoceanici e degli imperi coloniali, nei salotti della ricca borghesia.



Con il ritorno di arredi vintage e oggetti d’antan, da mescolare ad arredi dalle linee pulite e materiali industriali, entrano a far parte del dictat dell’interior design anche le tavole botaniche, dagli originali (ma più impegnativi) pezzi d’antiquariato, alle stampe a colori su carta lucida, all’eclettico bianco e nero.


Una vera e propria mania!!!

Ecco dove mettere i poster botanici in casa:


segui una composizione geometrica se sono tutti uguali


intorno a un mobile basso se sono tanti e tutti diversi per un effetto tappezzeria

 

appoggiato a terra se molto grande

 

 sulla credenza alta non servono chiodi


uno solo decentrato dietro il tavolo del soggiorno o la testiera del letto.

martedì 4 ottobre 2016

Thomas Jefferson, giardiniere presidente

 
“Il più gran servigio che si possa rendere a un Paese è aggiungere alla sua agricoltura una pianta utile”
Thomas Jefferson, 1800


Ben prima dell’orto di Michelle, a seminare migliaia di semi nei giardini della casa presidenziale ci pensò Thomas Jefferson (1743-1826), terzo presidente degli Stati Uniti d’America, autore della Dichiarazione d’Indipendenza del 4 luglio 1776 e appassionato giardiniere.

Una passione nata in un’epoca di grande fervore botanico che vedeva negli Stati i principali fornitori di piante esotiche per la crescente passione giardiniera inglese e il suolo prescelto sul quale sperimentare le potenzialità economiche di colture provenienti da altri continenti e destinate alla produzione di cibo e materie prime utili alla nascente rivoluzione industriale.

Il giardinaggio da semplice passatempo per signore si stava trasformando nell’espressione visiva della supremazia dell’uomo e del pensiero razionale e scientifico sulla natura. Nelle mani dell’illuminista le piante sono domate, spostate da un continente all’altro e trasformate in una potenziale miniera d’oro per nuove imprese commerciali.

I giardini della tenuta di Monticello di Thomas Jefferson a Charlottesville, in Virginia, appartengono dal 1923 alla Thomas Jefferson Foundation e sono aperti alle visite insieme alla casa museo.

domenica 2 ottobre 2016

La settimana dell’orto: aspettando la primavera


Lunedì profumo di #Abelia

Martedì stellata settembrina #Aster

Mercoledì tutti giù per terra #Hyacinthus

Giovedì tra #Aster e bombi

Venerdì progettando il giardino che verrà #Jasminumnudiflorum

Sabato green house

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